Il contributo delle terapie digitali nella gestione delle malattie croniche: ambiti di applicazione e potenzialità.

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Condividiamo l’articolo “Il contributo delle terapie digitali nella gestione delle malattie croniche: ambiti di applicazione e potenzialità” a firma dei nostri soci Giorgio Lorenzo Colombo e Giacomo Matteo Bruno con Silvia Zocchi e pubblicato su Clinico Economics, rivista peer-reviewed di farmacoeconomia e di outcomes research sulle conseguenze economiche e di politica sanitaria di dispositivi medici e strategie farmacologiche.

BACKGROUND

Le terapie digitali sono state definite come tecnologie che offrono interventi terapeutici guidati da software di alta qualità, basati su evidenza scientifica ottenuta attraverso sperimentazione clinica metodologicamente rigorosa e confirmatoria, per prevenire, gestire o trattare un ampio spettro di condizioni fisiche, mentali e comportamentali. Questa definizione pone quindi l’accento sulla pluralità di aree terapeutiche a cui si possono rivolgere queste terapie e anche sul fatto che gli interventi si basano sulla progettazione di software di alta qualità. Questi strumenti presentano la duplice caratteristica di offrire un trattamento standardizzato, ma anche tailored. Il loro processo di diffusione è guidato dagli Stati Uniti, tuttavia alcuni Paesi d’Europa (come, ad esempio, la Germania) ne prevedono la possibilità di accesso al mercato e la rimborsabilità, con diversi quadri di riferimento dal punto di vista legislativo, regolatorio e del processo di valutazione tecnologica (HTA). La crescita esponenziale del mercato delle terapie digitali si basa sulla necessità di controllare i costi sanitari correlati alla gestione della cronicità, spesso incrementati dalla cattiva aderenza alle cure prescritte e alla mancata adesione dei pazienti a stili di vita corretti e salutari. Le terapie digitali si pongono l’obiettivo fondamentale di aiutare le persone a modificare il proprio il comportamento e stile di vita, coinvolgendole attivamente nel percorso di cura.

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