Le conversazioni on line influiscono sulle decisioni d’acquisto sotto Natale?

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Il Natale si avvicina ed è il momento di fare regali ad amici e parenti, ma soprattutto è un periodo in cui aumenta la voglia di prendersi cura di se stessi oltre che degli altri. Potrebbe sembrare una visione cinica, ma in realtà i periodi prima delle vacanze creano euforia e voglia di realizzazione personale.

di Andrea Colaianni

Per le marche è il momento ideale per creare bisogni, entusiasmo e propensione all’acquisto. La reazione generale è quella di concentrare le campagne advertising e media proprio nel periodo in cui i consumatori iniziano a proiettarsi verso le festività natalizie, così da influenzare in parte la voglia di regalare o ricevere un determinato prodotto. Come possiamo immaginare, siamo nella sfera delle relazioni sociali, dove i brand cercano di aumentare l’awareness verso i loro prodotti, mentre le persone attivano delle vere e proprie riflessioni, in grado di influenzare anche il gruppo di conoscenze familiari e amicali.

La crisi è per molti ancora presente, il prezzo è diventato uno dei fattori critici più importanti nelle decisioni d’acquisto, ma sarebbe riduttivo pensare che questo sia l’unico fattore determinante considerando il momento dell’anno in cui la tentazione di regalarci prodotti di tendenza, hi-tech o alla moda, è alta. Tuttavia il consumatore post-moderno è più scaltro e grazie al web, e ai social media in particolare, ha la possibilità di trovare informazioni online facendo riferimento ai social network, come luogo per discutere di prodotti e servizi, tramite conversazioni instaurabili da pari a pari (P2P).

Secondo una ricerca effettuata dalla società americana ComScore, gli acquisti sono fortemente influenzati dai social media a differenti livelli. Se le opinioni UGC (User-Generated -Content) su forum, blog e micro-blogging, rimangono la fonte principale di influenza digitale, anche le relazioni che i brand hanno istaurato direttamente con gli utenti attraverso twitter, fanpage facebook, attività di buzz marketing o conversazionali con i blogger, hanno un impatto importante in termini di digital influence.

Le strategie di conversational marketing grazie ai social media diventano degli strumenti in mano alle aziende e ai retailer, per gestire la propria reputazione online, aumentare l’esperienza con il brand, appassionare e creare engagement con le persone (i propri consumatori). La crescente adozione delle social media technologies e il loro potenziale in termini di passaparola (word-of-mouth), non fa che confermare l’esigenza di una strategia di social media marketing per mostrare una volontà di essere vicini ai propri clienti. Il report Razorfish “Brand experience 2009” conferma l’impatto delle relazioni tra brand e utenti online: il 65% dei consumatori che hanno avuto un esperienza con un brand online, cambia idea sulla marca, il 97% viene influenzato in fase di acquisto in base all’esperienza avuta online con il brand.

Come possiamo notare dalla ricerca ComScore, i blog personali rimangono una fonte di influenza maggiore rispetto ad altri canali, anche se vi basterebbe leggere qualche forum per osservare centinaia di conversazioni e richieste di consigli, e notare come siano anche essi più vivi che mai, grazie alla sensazione di appartenenza alla community che sono in grado di generare. Dalla ricerca notiamo come gli utenti sembrano considerare le fanpage delle aziende su Facebook o i brand su Twitter, non solo come un attività di branding, ma come un opportunità per ricevere vantaggi e offerte speciali. Entrambi questi social media agiscono in modo diverso a seconda che il messaggio provenga da una marca o da un proprio “amico”. In entrambi i casi contribuiscono ad aumentare la relazione con gli utenti in modo da generare un “real time word-of-mouth”

YouTube, Dailymotion e altri strumenti di video sharing, oltre ad essere luoghi di intrattenimento, sono dei mezzi d’informazione alternativi all’advertising tradizionale, soprattutto grazie alla possibilità di condividere video User Genereted (video generati dagli utenti su specifici prodotti). Quale possibilità per il marketing prima di Natale?

Ancora una volta stiamo parlando di un ecosistema in grado di poter raggiungere su diversi fronti i fruitori di contenuti nel web; i video “adverteinment”, grazie ad una strategia di viral marketing, possono svolgere il duplice ruolo di intrattenere e informare su determinate iniziative o promozioni.

La ricerca ComScore conferma il potere del passaparola e delle relazioni generate grazie ai social media. Quest’anno, prima di scrivere la lettera a Babbo Natale, domandiamoci se siamo stati buoni con i nostri consumatori e se abbiamo mantenuto una buona e-reputation, stimolando le relazioni con utenti e possibili influencers.