Nell’era dei contenuti generati in massa, la differenza non la fa chi usa l’intelligenza artificiale, ma chi sa governarla calandola nel proprio contesto, con visione strategica ed empatia. Il vero vantaggio competitivo è la capacità di evitare il “mare della somiglianza” e costruire relazioni rilevanti, credibili e distintive.

Autore: Raffaele Crispino
CEO di Project & Planning Srl, Consigliere AISM
Pubblicato su Digital4Marketing il 19/05/2026
Nel marketing stiamo entrando in una fase paradossale: proprio mentre l’intelligenza artificiale rende la produzione di contenuti più rapida, economica ed efficiente, aumenta anche il rischio di irrilevanza.
Per anni le aziende hanno inseguito velocità, ottimizzazione e performance. Oggi possono generare testi, immagini, concept e campagne in pochi secondi, con un livello tecnico medio molto elevato. Ma questa abbondanza ha un effetto collaterale che molti brand
sottovalutano: quando tutti possono produrre contenuti “buoni”, il problema non è più creare. Il problema è farsi ricordare. Il nodo centrale del nuovo scenario è che la perfezione algoritmica rischia di renderci invisibili. … leggi l’articolo …

