TRACCIABILITÀ E BLOCKCHAIN NELLA FILIERA ALIMENTARE, TANTI PROGETTI MA POCA CONOSCENZA DEI CLIENTI

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di Massimo Giordani, Presidente AISM

Pubblicato su Digital 4 Supply Chain il 26/04/2019

Le applicazioni della tecnologia Blockchain si stanno diffondendo rapidamente in ambito alimentare: garantisce più trasparenza e velocità nel ricostruire la storia di un prodotto, aiutando a prevenire contraffazioni e illeciti. Ma manca ancora la consapevolezza dei vantaggi da parte dei consumatori

Nel 2016, in Cina, si verificò l’ennesima serie di problemi legati alla sicurezza alimentare, in particolare il pork scandal. L’esigenza di introdurre nuovi livelli di controllo era più che evidente e, nel mese di ottobre, la Tsinghua University, con Wallmart e IBM, annunciarono l’avvio di un progetto pilota dedicato alla tracciabilità alimentare basato su Blockchain.

Nel mese di agosto 2017, IBM lancia l’iniziativa Food Trust con dieci importanti partner: Dole, Driscoll’s, Golden State Foods, Kroger, McCormick and Company, McLane Company, Nestlé, Tyson Foods, Unilever e Walmart.

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