Se l’Italia vuole crescere, deve essere più … ‘educata’

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images7Se il consumatore è ‘ben educato’ e ‘culturalmente preparato’, l’Internet Economy darà grandi soddisfazioni e sosterrà il fatturato delle aziende italiane.
Sì, è garantito.Tanto più le piccole e medie imprese investiranno in attività online, tanto più ne beneficerà il loro fatturato. Grazie, infatti, alla fruizione sempre più costante da parte dei consumatori di Internet in mobilità, le aziende potranno confermare la loro visibilità sul mercato ed avvicinarsi sempre più agli utenti finali.
A supporto di ciò, sarà necessaria la presenza e l’attività del nostro governo che dovrà sostenere l’utente nel corretto uso dei supporti digitali, stimolandolo e guidandolo verso una buona cultura digitale. Come? Tramite iniziative volte a trasmettere messaggi sulla sicurezza dei pagamenti online, sulla navigazione sicura, sull’aumento dell’offerta dei servizi online, così da invitare nel mondo di Internet anche i fruitori digitali ‘più scettici ed insicuri’, magari per solvere semplici attività ‘quotidiane’ legate alla pubblica amministrazione.

Quanto scritto è il risultato di uno studio che la stessa Google ha commissionato a The Boston Consulting Group e da cui ne sono emersi risultati sorprendenti.
Le attività legate alla rete superano, oggi, il 2% del PIL italiano, equiparandosi al settore dell’agricoltura e delle utilities (2,3%) e superando la ristorazione (non è andata oltre il 2%). E non è tutto.I più conservativi parlano di una crescita attesa compresa tra il 13% ed il 18% dal 2009 al 2015, ossia dal 3,3% al 4,3% del PIL, per un valore di 59 miliardi di Euro, mentre c’è chi ne azzarda persino 77 miliardi.
I numeri danno un’idea sommaria dell’importanza di questo nuovo approccio ma se vogliamo capire meglio il valore di essere presenti online allora diciamo che, da qui al 2015, in media 15 centesimi per ogni euro di crescita del PIL italiano, saranno riconducibili all’espansione dell’Internet economy

Cristina Cuviello